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Tuo padre era per caso un ladro? Perché qualcuno ha rubato le stelle dal cielo e le ha messe nei tuoi occhi

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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

manifesta Carissimi concittadini, io credo che la situazione politica di oggi abbia precedenti solo in alcune pagine vergognose che leggiamo nei libri di storia e che non dovrebbero appartenere al nostro tempo.

Molti di noi hanno fatto concorsi pubblici, esami all'università; in tantissimi avranno risposto a chiamate di lavoro, ovviamente in tempi e con modalità stabilite!!! Per nessuno, credo, ci siano stati sconti, tutto nei termini e secondo le regole altrimenti fuori, senza se e senza ma. mentre oggi ci insegnano che le regole si possono cambiare all'occorrenza se il GOVERNO/Sovrano comanda!!!! Ma che schifo è? Guardate che non c'è più DIRITTO, così non abbiamo futuro. per non parlare della modifica dell'art 18 allo Statuto dei lavoratori (a 40anni dalla sua approvazione per opera gel grande socialista Gino Giugni)..un colpo al cuore senza precedenti!!! con l'art.31 del ddl del 5 marzo 2010, è stata approvata una norma, collegata alla finanziaria, che mette da parte completamente i diritti dei lavoratori: i contratti saranno firmati unicamente a vantaggio dei DATORI DI LAVORO, senza alcuna garanzia per il lavoratore in caso di controversie.

Certo il ministro "Sacconi" lascia intendere che "sarà una libera scelta del lavoratore": una colossale presa in giro.. vi pare possibile che il lavoratore possa scegliere contro i suoi interessi?? Bene, invece lo farà perché sarà una clausola espressa nel contratto di lavoro ovvero, il lavoratore all'atto della firma del contratto (ossia nel momento in cui è più debole), quando cioè sarà preso alla gola dall'illusione di un contratto indeterminato, firmerà certamente per l'arbitrato in modo da garantirsi il posto condiscendendo alle proposte del datore di lavoro, che avrà ed ha il coltello dalla parte del manico.

Ci potranno licenziare come e quando vorranno senza la possibilità di fare alcun ricorso: al massimo ci verrà consentito un arbitrato ossia una trattativa diretta con il datore di lavoro, senza mediazione legale (magistratura), che potrà mandarci a casa alle sue UNICHE condizioni: quattro soldi e VIA::::::::FORSE!!!

PER QUESTO VI CHIEDO DI VENIRE CON ME, con NOI A ROMA:

sabato13 marzo nel pomeriggio, ci sarà la manifestazione contro il Decreto salva liste insieme a  tutte le forze del centrosinistra per difendere i diritti e la Costituzione.

Domani alle 7.30 da viale Pietravalle partirà un autobus per Roma: tutti insieme per difendere la legalità  Costituzionale, la Democrazia e il Diritto!!Tutti insieme a garanzia di un futuro degno di essere vissuto: per noi, per il nostro lavoro, per quanti verranno e in memoria di chi ha lottato per conquistare quei diritti che stanno provando a toglierci!!

Gli autobus saranno messi a disposizione anche dal Partito Democratico e pertanto sono gratuiti. se vuoi unirti basta un messaggio di conferma al num.:3347205964!!! Grazie

 
Di Admin (del 21/12/2009 @ 16:40:52, in The Brick, linkato 572 volte)

winter-lights-flickr PETACCIATO. Cittadini di serie B. E' così che si sentono, ancora una volta, i cittadini di Petacciato Marina. Per loro infatti, il Natale non arriva. O almeno così sembra pensarla l'amministrazione comunale che ha deliberatamente escluso le "periferie" dai luoghi in cui sono state sistemate le luminaria natalizie.

Non un solo filo luminoso, non un addobbo, nemmeno un "buone feste". Niente di niente. Nè a Petacciato Marina, nè in contrada Colle Calcioni nè nelle campagne al confine con Guglionesi e Montenero. Le poche luminarie presenti in paese sono state sistemate su Viale Pietravalle e in qualche altra strada del centro del paese. Probabile che dietro questa scelta ci siano anche motivi economici, ma sta di fatto che ancora una volta a pagare per primi sono cittadini "lontani". Quelli di serie B, appunto. [via primonumero]

 

degradopetmarinaPETACCIATO. Alcuni giorni fa un nostro fedele internauta residente a Petacciato Marina, dopo aver visto e letto alcuni nostri servizi sul degrado urbano, ci ha contattati per segnalarci che anche nella sua zona di residenza c'è una situazione del genere a dir poco vergognosa e che riguarda un complesso sportivo ricreativo nato qualche anno fa per la gioia degli abitanti della suddetta area abitativa.

Soldi pubblici, diceva qualcuno all'epoca, spesi per la comunità e sinceramente spesi bene. In effetti quando fu inaugurato il complesso c'erano solo parole di ammirazione per la bellezza, la funzionalità e la modernità delle strutture oltre a spogliatoi, bagni e docce fornite di ogni confort, una centralina elettrica da grandi impianti, insomma un gioiello adatto secondo norma anche per persone con handicap. Un campo regolamentare di calcetto, due campi da bocce, uno da tennis con relative illuminazioni. Ebbene: ad oggi lo spettacolo che è apparso ai nostri occhi nel vedere questo 'gioiello' cosi malridotto, veramente ci ha creato una forma di disgusto impossibile da descrivere.

Ma come? Ci si lamenta per mancanza di strutture ed impiantistiche sportive, si chiedono aiuti e fondi economici per poterle realizzare ed una volta che capita che il desiderio si avvera, lo si fa morire in questo modo indecente? Le due piste di bocce ormai sono sovrastate da erbacce incolte, il campo da tennis ha la rete ormai a brandelli, sul campo di calcetto le porte sono arrugginite,n le reti meglio non parlarne, le panchine tutte rotte ed addirittura  ne manca una letteralmente sradicata. Forse serviva a qualche altra società. I vetri delle finestre degli spogliatoi sono tutti rotti e dentro regna sovrana la sporcizia, panchine e attaccapanni sono divelti, i bagni ed il piatto doccia peggio ancora, le porte di ferro sono aperte o in alcuni casi divelte alla merce di tutti, scritte e imbrattamenti vari campeggiano sui muri.

Insomma, in questo che una volta era un complesso sportivo funzionale, moderno e con pochi eguali in regione, oggi l'unica competizione sportiva che si riesce a giocare è un triangolare formato da squadre che si chiamano 'Incuria', 'Degrado', 'Sporcizia' e ad arbitrare è stato designato il signor 'Vergogna'! [via termolionline]

 
Di marcom (del 26/01/2009 @ 13:55:53, in The Brick, linkato 1149 volte)

010
Foto reportage che mostra lo stato degli impianti sportivi e della fermata dello scuolabus di Petacciato marina.

linea Adsl | slideshow di Petacciato marina
linea Dial-up | versione statica di Petacciato marina

Foto reportage a cura di Marco Manetta

 
Di giulianaf (del 26/01/2009 @ 12:28:09, in The Brick, linkato 950 volte)

zerocervelloLa falsità dell'olocausto; Mussolini aveva ragione; le leggi razziali non vanno condannate: dove finisce la libertà di parola e inizia quella di un popolo? Togliamo la bandiera comunale dal sito anonimo petacciato.myblog.it

 

 

"Il blog inizialmente era stato progettato per fare un regalo ai ragazzi della consulta giovanile. Visto però che si era scatenato nel frattempo una diatriba tra l'amministratore dell'altro blog ed alcuni ragazzi della consulta ed anche tra l'amministratore ed un suo collaboratore per una eventuale creazione di un altro blog, abbiamo pensato per non mettere altra legna sul fuoco di interrompere il progetto. (Anche perché eravamo più vicini alle ragioni dell'amministratore). Abbiamo ripreso il progetto del blog perché, abbiamo letto sull'altro sito, e non abbiamo motivo di dubitare della veridicità visto che a scriverlo è stato lo stesso admin, che un ex sindaco ha il privilegio di inserire sul blog articoli, comunicati, manifesti ecc. senza essere filtrati, e fin qui la cosa non ci dispiace affatto, quello però che ci ha lasciati alquanto perplessi è che l'ex in questione gestisce pure i commenti, e questo ci ha fatto riflettere. I nostri commenti, mai pubblicati sui vari articoli, comunicati e manifesti politici saranno stati mai letti dall'amministratore oppure sono stati eliminati prima?  Ed ecco perché abbiamo ripreso il progetto ed è nato petacciato myblog, (qui i commenti che faremo sui prossimi "manifesti" non ce li può eliminare nessuno).  E non per fare concorrenza all'altro blog come qualcuno ha insinuato. E' per questo che non inseriamo o scriviamo articoli strettamente concorrenziali ma articoli soprattutto politici. Ora, sperando di essere stati esaustivi, chi vuole ancora commentare il blog invece che gli articoli lo faccia pure ma con intelligenza. Altrimenti consigliamo di commentare gli articoli e di esprimere la propria cultura politica e le proprie idee (se ce l'hanno) oppure di restare in silenzio. Grazie"

 

Queste precisazioni le ho copiate dal sito: petacciato.myblog.it! Non sapevo che esistesse questo blog, vi invito ad entrare e a leggere chi sono, cosa fanno ecc.

Perché scrivo?

Stavo leggendo sul blog, petacciato.net, un articolo, su una card promossa dall'amministrazione, peraltro un' interessante opportunità.ecc, e tra i commenti ne ho trovato uno non riferito all'argomento in oggetto, di un ragazzo di petacciato che lamentava un problema razziale, e non solo, emerso da un articolo pubblicato sul sito petacciato.myblog.it!

Non voglio discutere le ragioni del commento, ma vorrei che si facesse nel caso dovesse essere necessario, una raccolta firme per sostenere la causa del ragazzo che ha scritto il commento. e mi spiego meglio: il commento di Antonio, questo è il nome del ragazzo, è onesto e sincero, forse un po' troppo, direi che le sfumature sono leggermente colorite e non vorrei che venissero considerate con estrema severità visto che, entrando nel sito petacciato.myblog.it, alla voce "chi siamo" si legge:

"Si rende noto, per chi non lo sapesse, che chiunque scriva tramite internet, sia da rete fissa che mobile o via wireless, può essere rintracciato anche facilmente dalla polizia postale previa denuncia inoltrata dagli interessati al Giudice di zona che a sua volta avvierà le indagini.

Questo provvedimento a carico dell'autore del messaggio avrà, nel caso specifico, gravi ripercussioni.

Le sanzioni  prevedono la reclusione e l'ammenda.

La pubblicazione del suo nome, oltre al notevole disagio e vergogna per la sua famiglia, rappresenta una macchia indelebile sulle sue aspettative future (studio, lavoro, carriera, ecc).

Pertanto petacciatomyblog non si ritiene responsabile dei contenuti dei commenti ed invita i lettori a postare i loro commenti con buona educazione Grazie."

Ora non vorrei che per Antonio ci fossero delle ripercussioni di questo tipo!!

Per il resto mi piacerebbe sapere se questo sito era quello per cui sono state spese riunioni su riunioni della consulta? Devo quindi immaginare che il sito per la consulta non esiste più o non esisterà più? Devo forse supporre che il logo che è stato preparato servirà per finire sulla carta stampata e basta?

Diciamo che sono confusa!!!

Per quanto riguarda il sito "myblog", direi che io personalmente perdo il respiro, ma questo non significa che non debba esistere! Per la musichetta di sottofondo.complimenti!! nuova, mai sentita prima e soprattutto priva di significati e riferimenti!!

In relazione all'articolo incriminato, del signor Amato dico soltanto che: l'olocausto non è stato un sogno, ma un incubo!! esistono storici revisionisti che lo negano, certo!! io credo che il 27 gennaio dovremmo leggere e rileggere quelle drammatiche pagine della nostra storia augurandoci che la follia umana possa non dover mai più partorire tanto SCHIFO!! (a questo proposito apro parentesi per dire, a quanti non lo sapessero, che la storia medievale, moderna e contemporanea è stata cancellata dalle scuole elementari, quindi i bambini di oggi conosceranno la storia a noi più prossima solo verso i 14 anni... avranno coscienza di chi sono, chi siamo. molto tardi!! la riforma degli attuali programmi è stata decretata dal ministro Moratti nello scorso governo Berlusconi) chiudo parentesi.

Vorrei che la memoria, a noi ancora così vicina, non si perdesse!!ma vorrei al contempo che venisse istituito anche un giorno della memoria per il popolo palestinese, per i bambini palestinesi che sono morti per mano degli israeliani, magari il 10 gennaio, perché un bambino ebreo non è migliore di uno palestinese!la morte ci rende uguali, il dolore è lo stesso e credo che nel 2009 non si possa morire per la guerra, per una ratio così antica!!c redo che il popolo israeliano proprio in virtù di quello che ha subito, non dovrebbe permettere tanto spargimento di sangue innocente. Credo che il signor Amato volesse esprimere questo concetto, anche se da un punto di vista diverso!!sull'identità di un popolo però non discuterei: gli ebrei che vivono in Italia sono cittadini italiani, ma conservano le loro origini, chi mai potrebbe denunciare l'appartenenza di qualcuno alle proprie radici.sarebbe l'intolleranza a farci parlare, non altro e, l'intolleranza appartiene a chi non è sicuro di sé, a chi non sa ammettere delle colpe e non sa fare ammenda!!Giovanni Paolo II fece ammenda delle crociate e giustamente l'on. Fini delle leggi razziali, parliamo di leggi razziali, non stiamo parlando di partite arbitrate male o di parole insulse pronunciate da un capo del governo: "Kapò", "abbronzato"... ecc... magari anche lì, un mea culpa... non sarebbe male!!!

Giuliana Ferrara

 
Di Mary (del 14/01/2009 @ 15:32:36, in The Brick, linkato 436 volte)

sottopasso PETACCIATO. Canotti e remi per raggiungere i binari. Non è uno scherzo ma la realtà del sottopasso della stazione ferroviaria del paese che, puntuale, torna ad allagarsi. Da più di un paio di settimane a questa parte, a causa delle continue piogge, il sottopasso è diventato impraticabile e alcuni residenti della zona ne hanno lamentano le condizioni di pericolo, sia all'amministrazione comunale che a ferrovie italiane, senza però ottenere, al momento, nessuna risposta concreta.

Nonostante non si tratti di un tratto frequentato, specie nel periodo invernale, c'è chi spiega l'impossibilità a passare da una parte all'altra se non attraversando con grave rischio i binari. Eppure, ciò che è ormai ampiamente prevedibile, coglie sempre di sorpresa quelli che dovrebbero prevedere e prevenire. Insieme alla pioggia, cascano tutti dalle nuvole nonostante l'episodio sia, da un po' di anni a questa parte, così puntuale da coincidere con i primi acquazzoni.

Allagato, non illuminato, lasciato all'abbandono e al degrado, il sottopasso torna a far notizia, rispecchiando un po'  la situazione generale della marina di Petacciato, sempre più messa in secondo piano rispetto al paese. Il ben venuto, viene infatti dato dall'immondizia presente sulla strada che porta allo scalo, senza parlare della mancanza di un dosso, più volte evidenziata, che disciplini la viabilità del passaggio. Tra le lamentele, spiccano quella della mancanza di un'area di verde attrezzato e della speculazione edilizia avvenuta, tra l'altro, senza il rispetto di regole architettoniche.

Idilliaca non è neanche la situazione in paese dove, stanchi del battibecco tra minoranza e maggioranza, chiedono di far seguire le parole da fatti concreti. Infatti da tempo, sono in molti a lamentarsi della scarsa illuminazione per le varie traverse del paese e dell'altrettanta scarsa attenzione dell'amministrazione alle numerose richieste che, nella sostanza, riguardano la sostituzione di lampadine fulminate.  A questa polemica si affianca anche quella della spazzatrice comunale che, a periodi alterni, diventa un 'bel ricordo' per i residenti del paese vecchio costretti a provvedere autonomamente alla pulizia della zona. Il metro d'acqua che ha invaso il sottopasso  della stazione diventa così la goccia che fa traboccare un vaso di polemiche concrete e che necessitano, al più presto, una risoluzione definitiva.

Mariangela Biondo per Primo Piano Molise

 
Di angber (del 18/12/2008 @ 10:59:11, in The Brick, linkato 406 volte)

uni Una vera riforma dell'università deve mettere al centro il diritto al sapere, come diritto al futuro per l'intera società italiana.Il progetto del governo è invece molto chiaro: smantellare l'università pubblica, garantita dalla Costituzione per la creazione e la trasmissione della conoscenza come bene comune, lasciandola senza risorse umane e finanziarie, determinandone la privatizzazione con la trasformazione delle istituzioni universitarie in Fondazioni.

Se si riconosce che la società ha diritto alla conoscenza,è necessario che al sistema che la produce e la trasmette siano garantite risorse umane e finanziamenti pubblici almeno al livello della media europea. Investire massicciamente sull'università e la ricerca è vitale per l'Italia.

Va garantito un effettivo sostegno al diritto allo studio, non solo tramite un congruo numero di borse di studio, ma soprattutto tramite l'effettiva disponibilità per tutti gli studenti di adeguate infrastrutture logistiche (alloggi, mense, trasporti, ecc.) e didattiche (biblioteche, laboratori, aule, ecc.) e di un accettabile rapporto docenti/studenti.

Occorrerebbe introdurre per legge il principio del tempo pieno per i docenti a tutti i livelli, affinché si possano dedicare esclusivamente alla ricerca ed alla didattica, rinunciando quindi ad attività professionali ed ad altri incarichi continuativi, lasciando l'interazione, degli studenti con il mondo delle professioni a complementi didattici svolti da professionisti esterni al corpo docente.

Andrebbe garantita ai docenti la libertà di insegnamento e di ricerca, sancita dalla Costituzione, non solo tramite l'esclusione di ogni condizionamento politico, confessionale e burocratico, ma anche attraverso la effettiva disponibilità di strutture, finanziamenti e tempo per dedicarcisi.

La cronica carenza di docenti, la distribuzione fortemente sbilanciata degli incarichi e l'ormai intollerabile peso del precariato nelle università e negli enti di ricerca dimostra che andrebbe profondamente trasformato il meccanismo del reclutamento, che deve essere nazionale, realizzato con criteri trasparenti e rigorosi così da garantire un costante afflusso di giovani per il futuro, salvaguardando le competenze acquisite da quanti sono stati per anni costretti a lavorare in condizioni precarie e spesso inaccettabili per mantenere l'attuale alto livello scientifico e didattico del sistema accademico nazionale.

La persistenza di alcune fasce di parassitismo, anche se prevalentemente concentrate in settori e situazioni particolari, rende necessario che si metta in opera un efficiente sistema di autovalutazione da parte della comunità scientifica, che garantisca la continuità della produzione di sapere di ogni docente, premiando comportamenti virtuosi e penalizzando assenteismo, scarso impegno nell'attività didattica, disinteresse e superficialità. Questo processo deve però basarsi su regole certe e condivise dalla comunità scientifica nelle sue diverse articolazioni.

Ciò comporta anche la necessità di una razionalizzazione dell'esistente, ponendo fine ad esperienze fallimentari di micro-atenei e sedi distaccate prive di ogni struttura didattica e scientifica e di centri di ricerca fantasma, nati solo per soddisfare pretese localistiche ed interessi di lobbies, garantendo al tempo stesso le necessità ed i diritti degli studenti, dei precari e dei docenti che vi studiano e lavorano, solitamente non per scelta ma per necessità. Va garantita anche l'unitarietà del sapere, data dalla crescente necessità di studi interdisciplinari indispensabili per rispondere ai sempre più complessi bisogni, della società moderna. Quindi è assurdo delocalizzare e separare spazialmente le diverse facoltà e dipartimenti di un ateneo.

E' infine indispensabile; fissando i criteri minimi che ogni corso di laurea deve garantire, assegnando precisi obiettivi e soglie ai percorsi di formazione e riassorbendo il frazionamento e la moltitudine di corsi di laurea che definiscono ambiti estremamente limitati del sapere, effettuare una drastica inversione di tendenza nella autonomia selvaggia dei singoli atenei che, sotto la spinta ad una concorrenza di tipo mercantilistico, sta compromettendo nei fatti il valore legale del titolo di studio, unico strumento che ha garantito, nel nostro Paese, il principio costituzionale dell'eguaglianza sostanziale per tutti. La libertà e l'efficienza dell'università pubblica e della ricerca costituiscono uno dei beni fondamentali per il progresso, la democrazia e l'uguaglianza nel Paese.

Angelo Berchicci

 
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