Attendere...caricamento in corso
Petacciato.net - Notizie dal piccolo centro del Molise
no al parco eolico!
Immagine

Ci sono 16 persone collegate


"
La vita è breve... se vuoi seguire le regole e non il tuo istinto è bella che fottuta!

Diego
"
 
\\ Home Page : Storico : Musica - Concerti (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 26/04/2006 @ 23:14:09, in Musica - Concerti, linkato 513 volte)
La rassegna "Primo maggio tutto l'anno", che seleziona i migliori gruppi emergenti da tutta la penisola, è arrivata alle finali. Erano 859 le band in concorso e ne sono rimaste 15. Due di queste suoneranno in Piazza San Giovanni, a Roma, il 1° maggio: uno dei palchi più importanti d'Italia, davanti a centinaia di migliaia di persone e in diretta tv.
Tra le 15 band rimaste in gara ci sono i molisani dei Riserva Moac! Per dargli una mano potete votare ed ascoltare le loro canzoni sul portale kataweb che ospita il concorso. Cliccate qui per votare i Riserva Moac.
 
Di dariaccio (del 21/04/2006 @ 08:34:09, in Musica - Concerti, linkato 474 volte)
Dopo la pausa pasquale torna l'appuntamento con i grandi dischi che questa settimana si occupa di un grande gruppo, i Genesis.
Dopo un primo album da dimenticare, i Genesis sposarono l'estetica prog pubblicando tre album bellissimi, Trespass, Nursery Cryme (in cui c'è forse la loro migliore canzone in assoluto, The Musical Box) e Foxtrot. Questi ultimi due, in particolar modo avevano esteso la loro fama anche all'Inghilterra natale, dopo i grandi successi ottenuti soprattutto in Italia, Belgio e Francia.
Il loro quinto lavoro Selling England by the Pound (1974) è probabilmente il più equilibrato e maturo musicalmente.
Il disco si apre con l'epica Dancing with the Moonlit Knight, in cui i cinque mettono in mostra il meglio del loro repertorio: la batteria del geniale Phil Collins (sì proprio lui!) supportata da Mike Rutherford al basso, il minuzioso lavoro alla chitarra di Steve Hackett, il senso della melodia di Peter Banks alle tastiere, vero motore musicale del gruppo e il carisma del cantante Peter Gabriel, sempre a metà tra la musica e il teatro.
Dopo I know what you like (in your wardrobe), primo hit "pop" dei Genesis, si torna alle tematiche care al prog con Firth of the Fifth, condotta dal magistrale piano di Banks.
More Fool me è un bozzetto per chitarra e voce, preludio di quello che sarebbe stato il futuro del gruppo: alla voce, infatti c'è Phil Collins.
The battle of the Epping Forest vede ancora Collins protagonista, ma questa volta alla batteria.
Il brano ha un testo curioso: parla infatti di un mortale combattimento tra gang rivali, ma lo fa in una forma sarcasticamente epica, fino al triste finale in cui sono tutti morti e due padrini tirano la moneta per stabilire chi sia il vincitore, brutale allegoria della guerra.
After the Ordeal è un bellissimo strumentale che mette in evidenza il presente (di allora) e il futuro dei Genesis: la prima parte, infatti è un bellissimo bozzetto condotto dalla chitarra di Hackett attraverso scale e melodie baroccheggianti (chi conosce i Genesis ricorderà Horizons da Foxtrot, chiaro omaggio a Bach), mentre la seconda (un po' meno interessante) è più marcatamente pop.
Ma il vero capolavoro dell'album è The Cinema Show, meraviglioso esempio di prog rock dalla struttura estremamente complessa, ma comunque lineare ed elegante. In The Cinema Show c'è tutto ciò che deve avere il brano prog perfetto: tecnica, melodia, arrangiamento, drammaticità, coinvolgimento... 11 minuti di grande musica.
Il disco si chiude con Aisle of Plenty, reprise del brano di apertura.
Dopo il doppio disco The Lamb lies down on Broadway Gabriel lascerà i Genesis alla leadership di Phil Collins che li condurrà a un completo cambio di pelle negli anni '80, passando a un pop ben confezionato, ma lontano anni luce dagli incanti del prog.
E pensare che qualche fan nel 1974 aveva protestato perché Banks aveva iniziato a usare il synth accanto all'amato organo Hammond...

 

 
Di Admin (del 11/04/2006 @ 11:28:58, in Musica - Concerti, linkato 512 volte)
Su www.riservamoac.com il forum completo e aggiornato della Riserva Moac. Tre grandi aree di discussione per riannodare il filo della comunicazione tra gli abitanti del villaggio, oltre che per dialogare direttamente con i componenti del gruppo.Molte le tematiche: dalla musica e dai concerti della Riserva, ai problemi dell’attualità e della nostra società, alla creatività ed espressività di ognuno dei partecipanti.
Inoltre una sezione è dedicata alle news di tutte le altre realtà musicali, emergenti e non, che vogliano usare questo spazio per promuovere la loro musica e le loro iniziative.Uno strumento importante per un gruppo che vive del contatto e del calore delle persone che lo seguono e lo incoraggiano. E uno strumento importante per dare voce a tutti.

http://www.riservamoac.com/forum/index.php?act=idx
 
Di dariaccio (del 06/04/2006 @ 08:14:54, in Musica - Concerti, linkato 438 volte)

In molti hanno visto in Manu Chao l'erede più credibile dello spirito di Bob Marley.
Effettivamente il figlio di una coppia spagnola fuggita in Francia per scappare dal regime franchista, è un artista unico nel suo genere, come unica è la sua musica.
Nel 1998 l'ex leader del gruppo multirazziale Mano Negra pubblicò Clandestino, il suo primo album da solista.
Lontano anni luce dalla ricerca musicale, propone una musica che è solo un mezzo attraverso il quale narrare storie di povertà ed emarginazione, che lo hanno reso il cantante più amato dai giovani dei Centri Sociali tutta Europa.
In questo disco si parla soprattutto del dramma dell'immigrazione verso l'Occidente di un popolo di disperati alla ricerca di un qualcosa.
Come ho già detto non cercate in questo disco ricercatezze musicali: le canzoni hanno strutture e arrangiamenti basici, spesso con una semplice chitarra acustica che accompagna la voce di Manu che canta storie in spagnolo, francese, inglese, portoghese...
Farò un rapido excursus attraverso i brani più belli e più significativi del disco.
Desaparecido è amaro ritratto della dignità umana negata ai "fantasmi", agli uomini che per l'autorità semplicemente non esistono, pena l'espulsione.
Bongo Bong è la storia di una scimmia (o di un uomo?) re nella sua terra ("Mamma era regina del Bongo e papà era re del Congo") che viene portato in città dove è solo un fenomeno da baraccone.
La canzone (la cui base è una vecchia canzone dei Mano Negra, poi riutilizzata nel disco successivo per la bellissima Mr Bobby dedicata a Bob Marley, n.d.r.) si evolve poi in una strana canzone di amore finito Je ne t'aime plus mon Amour.
Por el suelo ancora una volta risente dell'influenza del re del reggae raccoglienodo l'eredità di Exodus, ma mentre nell'inno del cantante giamaicano il popolo tornava all'Africa trionfante, in questa canzone si narra l'errare senza meta e senza speranza di un popolo di emarginati.
Welcome to Tijuana è una sarcastico bozzetto in cui si ritrae la città messicana di frontiera come regno di "Tequila, sesso e marijuana".
El viento chiude il disco parlando ancora di frontiera, di silenzio, di disperazione.
Il brano più importante, comunque è quello che dà il titolo al disco: il testo di Clandestino vale più di cento trattati di sociologia e ci mette tutti, per una volta, dalla parte degli "altri" con una semplicità straordinaria.
"Vado solo con la mia pena, vado solo con la mia condanna, il mio destino è correre per eludere la legge. Sono perso nel cuore della Grande Babilonia, mi chiamano clandestino perché non ho documenti. Andai in una città del nord per lavorare, ma il cuore lo lasciai tra Ceuta e Gibilterra. Sono come una striscia sul mare, un fantasma nella città, la mia vita va proibita dice l'Autorità".

 
Di dariaccio (del 31/03/2006 @ 08:37:33, in Musica - Concerti, linkato 425 volte)

Molti credono che questo sia stato l’album più importante della storia della musica.
Non so se è vero, ma è certo che si tratta dell’album più rivoluzionario, sia per l’anno di pubblicazione (1967), sia per il contenuto musicale e per il messaggio che c’era dentro.
Ma andiamo con ordine: i Beatles erano la band più importante in circolazione e i loro concerti erano autentici deliri di massa, fin quando i quattro decisero di smettere i panni che li avevano resi famosi ed esplorare altri territori musicali, spinti dal loro eccezionale talento. Uscì Revolver che spiazzò i critici, ma era solo l’antipasto per la vera rivoluzione.
I Beatles decidono di non fare più concerti e di dedicarsi solo all’attività in studio. Guidati dal produttore George Martin (che fece non poca fatica per canalizzare il genio spesso sregolato di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr), i Fab Four impersonarono la "band dei cuori solitari del Sergente Pepe" in un improbabile spettacolo tra la balera e la psichedelia, tra il varietà e il circo.
Diversi libri sono stati scritti su quest’album (tra cui il migliore è sicuramente quello scritto dallo stesso George Martin, ricco di un’aneddotica imperdibile per gli appassionati…) e decine di recensioni sono state scritte. Io mi limito a segnalarlo a chi non ancora lo conosce.
Dal rock sixties di Sgt Pepper’s lonely heart club band, a With a little help from my friend (molto più "leggera" in questa versione originale cantata da Ringo Starr che nella splendida cover di Joe Cocker).
Dall’inno psichedelico Lucy in the sky with diamonds a Getting better.
Dall’oscura Fixing a hole alla malinconica She’s leaving home.
Dalla circense Being for the benefit of Mister Kite alla mistica Within you without you.
Dall’ironica When I’m Sixty Four alla british Lovely Rita.
Dalla sperimentale Good Morning Good Morning fino alla reprise del brano d’apertura… Questo disco è un capolavoro assoluto, pioneristico tecnicamente (all’epoca si registrava su un quattro piste e Martin dovette fare autentici salti mortali per accontentare le richieste dei Beatles che richiedevano multiple sovraincisioni…) e concettualmente, apriva il mondo della musica pop a linguaggi e a suoni allora sconosciuti.
Due parole in più le merita l’ultimo brano del disco: A day in the Life, sintesi immaginifica e definitiva del genio compositivo della coppia Lennon-McCartney, che chiude il disco con un incredibile accordo di piano suonato contemporaneamente dai quattro pianoforti presenti nei quattro piani degli studi di Abbey Road: un finale incredibile per un disco incredibile.

 
Di dariaccio (del 24/03/2006 @ 08:48:58, in Musica - Concerti, linkato 479 volte)
Nel 2000 i Coldplay erano solo un gruppo emergente nel vasto panorama del brit pop. È ironico notare come la formazione composta da Guy Berryman (basso), Johnny Buckland (chitarra), Will Champion (batteria) e Chris Martin (piano e voce) spiccò letteralmente il volo con i... Paracadute!!!
Fu infatti Parachutes il disco che convertì questi quattro ragazzi inglesi in star mondiali.
Con una musica a metà strada tra i Pink Floyd, gli U2 e i Radiohead, i Coldplay recuperano una maniera tutta britannica di scrivere e suonare le loro canzoni.
La produzione e la strumentazione sono semplici: chitarra, basso, batteria, a volte piano e la voce di Chris Martin, nessuna deriva virtuosistica (nessuno suona da "fenomeno" del proprio strumento), ma attenzione concentrata alla canzone, la cui interpretazione è solo il "mezzo" e non il "fine" con cui arrivare all'ascoltatore.
La tracklist di Parachutes è di primissimo livello: dopo l'introduzione Don't Panic, si comincia con Shiver, un brano davvero emozionante.
Ma di brani di gran qualità il disco è pieno, Spies, Sparks, la celebratissima Yellow (la cui formula i Coldplay hanno cercato di riprodurre nei singles degli album successivi)...
Tuttavia io credo che il pezzo più bello di tutto il disco (nonché il primo grande successo dei Coldplay), sia Trouble, meravigliosa ballad guidata dal piano e dalla voce di Chris Martin, che aggiorna al terzo millennio i suoni e le emozioni dei brani più classici del pop.
Una menzione la merita anche la chiusura Everything's not lost, che forse rappresenta meglio il sound della band.
Nel frattempo Martin & Co. sono diventati superstar: nel novembre 2002 assistetti ad un loro concerto nella sala Razzmatazz di Barcellona (2000 posti), mentre adesso riempiono il Palau Sant Jordi (30000...); i loro dischi sono million sellers e Chris Martin si è sposato con la star hollywoodiana Gwyneth Paltrow.

 
Di dariaccio (del 23/03/2006 @ 09:09:46, in Musica - Concerti, linkato 423 volte)
Qualche mese fa eravamo sul punto di smettere di suonare...
Tuttavia non mi sarei mai potuto perdonare di mollare quasi quindici anni passati a devastare chitarre senza sapere se le nostre proposte musicali fossero valide o no.
Quindi decisi di mettere la nostra musica sul web per vedere quale fosse la reazione della gente. Grazie alle possibilità di esposizione che ci ha dato Independent Artist Company abbiamo ottenuto in meno di tre mesi un #1 per quasi due mesi, un #3 e diversi brani nelle rispettive Top 100.
Ma la "bomba" è un'altra: siamo stati nominati per il Golden Kayak Award della I.A.I.A. (l'Accademia Internazionale di Artisti Indipendenti), l'Oscar della musica indipendente, ma non con le due canzoni di maggior successo, bensì con You, un brano che noi tutti consideriamo "minore" e in una categoria decisamente tosta (Easy listening). Immaginate la mia sorpresa quando me l'hanno comunicato... essere nominati fa un certo effetto (e lasciate perdere il GF!!!).
Certo un pizzico di delusione per la mancata nomination di I wish e Midsummer Raving (che in Classical sono attualmente #2 e #3 in classifica) c'è, ma questa volta non ho potuto avere "aiuti" dai voti degli amici, in quanto le nomination le fanno gli artisti. Inoltre i due brani in questione sono su Classical, ma l'inserimento è un po' forzato (e i brani nominati sono effettivamente musica classica), mentre You è proprio easy listening...
Ad ogni modo credo che mai un petacciatese fosse stato nominato per un premio internazionale in America e vada come vada (onestamente non penso che vinceremo!) credo che sia qualcosa di realmente grande!
Visitate la nostra pagina e il mio blog su I.A.C..

 
Di dariaccio (del 17/03/2006 @ 08:30:37, in Musica - Concerti, linkato 651 volte)

Già qualcuno avrà pensato "Finalmente un disco italiano!"... Ebbene sì, questa settimana vi parlerò di quello che ritengo il miglior "Live" italiano, a firma di Fabrizio De André e della P.F.M..
Siamo nel 1979 e qualcuno azzarda l'idea di unire due mondi fino ad allora lontanissimi tra loro, quello dei cantautori, di cui De André era l'esponente più autorevole, e quello del rock, grazie alla Premiata Forneria Marconi, la Prog band italiana più conosciuta.
La P.F.M., reduce dalle avventure (e disavventure) americane si era avvicinata alla "musica d'autore" l'anno prima con Passpartù, un disco che si discostava un po' dai precedenti lavori di matrice più progressive rock. Il passo successivo era appunto la collaborazione con Fabrizio De André che affidò alla band il ri-arrangiamento delle sue poetiche ballate, originariamente registrate quasi tutte in maniera scarna ed essenziale con l'unico accompagnamento di una chitarra acustica.
Il risultato di questa collaborazione furono due dischi (qui vi parlerò del Volume 1) registrati nei concerti di Firenze e Bologna del gennaio 1979.
Sul palco De André con la sua chitarra era accompagnata dalla P.F.M. dell'epoca, ovvero Flavio Premoli alle tastiere, Franz Di Cioccio alla batteria, Patrick Djivas al basso, Franco Mussida alla chitarra (questi quattro musicisti formano ancora parte della Forneria...) e Lucio Fabbri al violino.
Il risultato è semplicemente meraviglioso: le poesie in musica di De André, intessute dalla sua voce unica assumono una dimensione nuova e più completa grazie agli arrangiamenti della band, preziosi ed elaborati, ma mai pesanti e soprattutto mai ridondanti.
Spicca soprattutto la scelta di prediligere un sapore più "folk", che meglio si adattava ai brani rispetto ai ghirigori più prog. Ma il pezzo forte sono i testi di De André.
Si comincia dalla storia della "leggera" Bocca di Rosa, la cui promiscuità faceva inviperire "le cagnette a cui aveva sottratto l'osso" e si continua con la triste storia di Andrea, giovane soldato morto in guerra.
Giugno '73 è una triste ed intensa canzone d'amore finito, mentre Un giudice è un ritratto al veleno della frustrazione e della vendetta.
Intensissima è La guerra di Piero, accompagnata dal meraviglioso piano di Premoli, in cui con ineguagliabile efficacia si ritrae il fatale incontro di due soldati che avevano "lo stesso identico umore, ma la divisa di un altro colore".
Dopo la conosciutissima Il Pescatore (suonata ancora oggi dalla P.F.M.), si passa al folk in sardo Zichiriltaggia (De André visse per anni sull'isola, dove subì anche un sequestro di persona) in cui brilla il violino di Fabbri.
Delicata ed emozionante è La Canzone di Marinella, che ha uno dei migliori arrangiamenti del disco, mentre ancora in chiave folk è la filastrocca Volta la carta.
Si chiude con un capolavoro: Amico fragile, dal testo delirante e poetico, brutale e toccante: per dirlo con lo stesso De André, il testo esplora i "Luoghi meno comuni e più feroci" della nostra anima.
Il tutto esaltato dal meraviglioso arrangiamento che conduce il pezzo in un crescendo che raggiunge il suo climax nel grandioso assolo finale di Mussida, degna chiusura di un album leggendario e che consiglio caldamente a tutti coloro che non hanno mai avuto la fortuna di ascoltarlo.

 
Di dariaccio (del 08/03/2006 @ 17:37:54, in Musica - Concerti, linkato 391 volte)

Solo un post per segnalare l'apertura di due nuovi blog sul sito Independent Artists Company.
Sulla pagina degli if è attivo il journal che potrà aggiornare gli ascoltatori sulle novità riguardanti il gruppo.
Ho aperto inoltre una nuova pagina in cui curo un blog personale in cui parlo fondamentalmente delle mie esperienze musicali dentro e fuori degli if.
Quest'ultima pagina potrà essere anche usata per mantenere un contatto con gli amici lontani e parlare con loro di musica e non solo.
Colgo l'occasione per invitare tutti gli amanti della buona musica ad iscriversi a IAC per poter ascoltare eccellente musica (anche se a Petacciato senza ADSL è dura...) e poter discuterne con altri appassionati e con musicisti.
I due blog sono in inglese, ma ovviamente ci saranno alcuni interventi (soprattutto il dialogo con gli amici) in italiano.
Aspetto le vostre opinioni.

P.S. Dopo ben 50 giorni al numero 1 I wish è scesa al terzo posto (sono scaduti i 1500 voti di gennaio)... un successo insperato e, credo, eccezionale!

 
Di dariaccio (del 06/03/2006 @ 08:30:12, in Musica - Concerti, linkato 386 volte)

Nel 1975 i Queen erano a punto di diventare star mondiali. Dopo l'esordio di Queen e l'ottimo Queen II, il terzo disco della band inglese Sheer Heart Attack aveva avuto un ottimo successo grazie soprattutto a Killer Queen.
Ma c'era bisogno di un altro passo e questo passo fu l'album A Night at the Opera.
Come troppo spesso accade per gli album dei Queen, a Night at the Opera contiene brani meravigliosi e riempitivi di scarsa qualità... ma andiamo con ordine.
Il disco inizia con un'incredibile introduzione di piano con cui Freddie Mercury dimostra il suo talento anche sulla tastiera che sfocia nell'eccellente tango rock della velenosissima Death on two legs, dedicata alla vecchia casa discografica.
Dopo il delizioso intermezzo di Lazing on a Sunday afternoon in perfetto stile anni '20, è il turno del batterista (e qui anche cantante) Roger Taylor con I'm in love with my car, rock classico con un testo imbarazzantemente brutto... ma si sa che Roger è sempre stato il meno talentuoso dei Queen.
Dopo la buona love song You're my best friend del bassista John Deacon, è il turno di due brani piuttosto mediocri del chitarrista Brian May, '39 (in cui è anche voce solista) e Sweet Lady.
Come spesso accade il livello sale notevolmente quando a prendere in mano la situazione è Freddie Mercury, che ci regala un altra delizia con lo scatenato (e complicatissimo) rag-time di Seaside Rendezvous, con tanto di assolo di kazoo di May...
The Prophet's Song è un ottimo rock di Brian May, caratterizzato da tocchi orientali (spesso presenti nelle sue composizioni) e impreziositoda un'eccezionale mid late in cui la voce di Mercury gioca con la propria eco.
Un altro gioiello è Love of my life, un'emozionante love song dal sapore classico giocata tra il piano e la voce di Mercury e l'arpa di May.
Dopo l'evitabile Good Company, in cui May gioca con la musica retró, non avendo però la classe del collega, arriva il brano che da solo vale il prezzo del disco.
Bohemian Rhapsody è un brano che apparirebbe nella Top 10 di tutti i tempi di quasi tutti gli appasionati, la mini suite che inventa il rock operistico.
Dopo l'introduzione e una prima parte da rock ballad dai forti contenuti emotivi, ecco il cambio all'opera, con un sorprendente mid late in cui Mercury duetta con il coro (composto in gran parte dalla sua stessa voce sovraincisa più volte) in un incredibile crescendo che porta alla parte più rock. Un nuovo passaggio costruito con maestria conduce all'ultima parte e al placido finale.
In una parola un capolavoro, il punto più alto dell'opera di uno straordinario cantante e compositore che si chiamava Freddie Mercury.
L'arrangiamento di May di God save the Queen chiude un disco in cui sono evidenti tutti i pregi e i difetti dei Queen: ottimi musicisti, a tratti geniali e a tratti kitsch, a volte pomposi, altre intimisti, sempre comunque capaci di sorprendere l'ascoltatore spesso in positivo e a volte, purtroppo, in negativo.
Comunque una band unica che ci ha regalato alcune delle pagine più belle della storia del rock.

 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente - Ecologia (186)
Consulta Giovanile (30)
Cronaca (191)
Digital Divide (75)
Edilizia - Progettazione (78)
Editoriale (50)
eKISSeNeFReGA! (27)
Emergenza Frana (16)
Eventi - Sagre (130)
Guida al Paesello (49)
InformaGiovani (29)
Informatica - Internet (47)
Libri - Lettura (21)
MiHaDettoMioCuggino (32)
Mostre-Spettacoli (38)
Musica - Concerti (118)
Poesie - Filastrocche (43)
Politica - Economia (222)
Radio - Podcast (4)
Rassegna gastronomica (78)
Salute - Sicurezza (117)
Società (99)
Speciale Eolico Off-Shore (70)
Sport (350)
Storia - Cultura (39)
Tanti Auguri a... (66)
The Brick (89)

Catalogati per mese:

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
Feed XML RSS 0.91 Purtroppo continuano i problemi con gente che...
04/01/2013 @ 14:12:37
Di piero
Feed XML RSS 0.91 Ritrovatooooooo!!!!!!!!!!
04/01/2013 @ 13:51:49
Di piero
Feed XML RSS 0.91 Questa mattina(14/12/12)ho smarrito il portaf...
14/12/2012 @ 16:20:33
Di LUIGI DI DONATO
Feed XML RSS 0.91 Mi chiamo Antonio Residente negli Stati Uniti...
29/11/2012 @ 17:18:45
Di Antonio Manzo
Feed XML RSS 0.91 Solo una precisazione: Vede Presidente come g...
04/07/2012 @ 09:58:25
Di roberto di pardo
Feed XML RSS 0.91 Nel ringraziare sia l'avv. Alberto Di Vito ch...
03/07/2012 @ 17:54:57
Di federica
Feed XML RSS 0.91 mi associo ai complimenti di Alberto Di Vito,...
03/07/2012 @ 10:15:27
Di roberto di pardo
Feed XML RSS 0.91 Bravi Ragazzi! Davvero complimenti....e grazi...
29/06/2012 @ 17:41:51
Di Anonimo
Feed XML RSS 0.91 bambini e cani vanno d'accordo ,sono gli adul...
28/06/2012 @ 15:10:30
Di sandra
Feed XML RSS 0.91 Riguardo a Stella comunico che sono nati 9 cu...
21/06/2012 @ 18:34:49
Di Cinzia Paltretti
Feed XML RSS 0.91 Ciao Federica non sono di Petacciato, anche s...
19/06/2012 @ 17:47:15
Di Orazio
Feed XML RSS 0.91 caro Orazio se sei di Petacciato e ti va di d...
19/06/2012 @ 17:16:27
Di federica
Feed XML RSS 0.91 Bandiera Blus?? Forse ci si chiede possa esse...
17/06/2012 @ 14:05:13
Di Raffaele Ramondo
Feed XML RSS 0.91 Anche se lontana, partecipo con affetto e cor...
13/06/2012 @ 19:58:34
Di Fioranna Carafa
Feed XML RSS 0.91 Ci sentiamo uniti nel lutto che ha colpito la...
13/06/2012 @ 10:31:18
Di Anonimo
Feed XML RSS 0.91 Mi associo al cordoglio, anche se lontana. Ma...
12/06/2012 @ 17:33:19
Di Anonimo
Feed XML RSS 0.91 Il problema del Randagismo andrebbe affrontat...
25/05/2012 @ 11:33:29
Di Orazio
Feed XML RSS 0.91 SICURAMENTE SI POTREBBE PENSARE AD UNA STRUTT...
21/05/2012 @ 12:09:40
Di SENO ENNIO
Feed XML RSS 0.91 ormai non ci sono piu,anche pino non c'e piu,...
18/05/2012 @ 23:53:51
Di sandra
Feed XML RSS 0.91 Cara Sandra se fosse vero che a Petacciato ci...
18/05/2012 @ 11:47:52
Di Federica Rogata
Feed XML RSS 0.91 Io credo che nel nostro paese di lavoro nn se...
09/05/2012 @ 01:07:02
Di Dani
Feed XML RSS 0.91 Fratelli e sorelle, popolo Bianconero...la ca...
08/05/2012 @ 12:25:10
Di Simone Del muto
Feed XML RSS 0.91 Grazie Stefano sei il giornalista iena di Pet...
07/05/2012 @ 19:00:04
Di daniele
Feed XML RSS 0.91 sapete che sono morti un saco di cani ,e non ...
01/05/2012 @ 22:52:58
Di sandra
Feed XML RSS 0.91 petacciato deve avere molte attenzioni ,quest...
30/04/2012 @ 18:10:09
Di ENNIO SENO

< maggio 2013 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
   
             
Titolo
Amministratore

Diego Lallopizzi

mobile: (+39) 339.58.66.269
email: info@petacciato.net

STAFF
membri dello staff: 81
foto online: 4.405

Comune di Petacciato

Petacciato.net è gestito autonomamente, non usa banner pubblicitari e non riceve finanziamenti da enti pubblici, se vuoi fare una piccola donazione per sostenere le spese di gestione del blog clicca il pulsantino qui sotto. Grazie!



Titolo
Sei soddisfatto del calendario degli eventi estivi del Comune di Petacciato?

 SI
 NO
 
Album
Petacciato
Flickr

....in Vetrina....

Agenzia Immobiliare Diemmelle

Guida al Paesello

Local News
Prendi le ultime notizie Rss Prendi le utlime notizie Atom Segui gli ultimi commenti RssCommenti Prendi le ultime foto pubblicate RssFotoFlickr  Stampa gli ultimi articoli in pdf Stampa in Pdf