Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
PETACCIATO. Romeo Iurescia è nato a Petacciato il 28 ottobre del 1940. Ha scritto come poeta e critico d'arte, ha collaborato con alcune radio e alcuni giornali; dipinge e ha fatto politica attiva.
La sua ultima opera è questo volume di "pensieri", un vero e proprio dizionario della sua anima.
Iurescia spiega così il perché del suo libro: ". quando ero piccolo il paese, il mare, la campagna e tutto quello che vedevo era più bello, ora tutto è più rovinato, il mare più sporco, il paesaggio deturpato da case che sembrano loculi; i boschi sono spariti intorno a Petacciato e perfino la gente è più egoista e permalosa.
Ma com'è che noi che siamo andati via dal paese divulghiamo il nostro dialetto, propagandiamo le nostre tradizioni, insomma amiamo il paese in modo viscerale? Ma perché molti politici non amano il nostro paese, perché hanno permesso che entrasse la camorra e il malaffare deturpando la natura, ciò che c'è di più bello nella mia terra? Questo deve essere un invito ad essere liberi, un invito a combattere la camorra e il malaffare per ridare lavoro e dignità alla povera gente e a riflettere.
L'autore ha diviso il suo libro di epigrammi in sezioni: Amore-Ombra-Filosofia-Musica-nostalgia-Ricordi-Saggezza-La morte-Amicizia.
A me, che non amo gli epigrammi, hanno strappato un sorriso:
Ci sono dei momenti nella vita di ognuno di noi in cui l'anima e la ragione sembrano volersi ribellare, sembrano voler dire qualcosa di vero e di difficile, ma non trovano i mezzi necessari per farlo.
Sono questi i momenti in cui si ha voglia di piangere, di urlare, di graffiare. Il poeta non è in fondo che il portavoce universale di questi momenti, che sono preziosi, perché fanno crescere la coscienza sociale del mondo e rilevano quelle verità universali. Ogni secolo ha un numero di anime da indovinare e riciclare. La vita è una scala lunghissima: ogni giorno salgo in alto, nel cielo azzurro.Un piccolo passo, un piolo alla volta. Ogni giorno senza tregua, senza stancarmi mai salgo e guardo dall'alto il precipizio, il baratro che lascio alle spalle, salgo questa scala che è poggiata sul niente, che si perde nella nebbia dei cieli.
Ogni giorno mi avvicino alle stelle e mi sembra quasi di cogliere gocce d'azzurro con i miei occhi. Salgo. E anche se soffro di vertigini vado avanti sempre, incessantemente, Anche se volessi scendere non posso perché la scala è ostruita da altre persone che salgono dietro di me. Queste sono più veloci di me, più forti, più giovani ed hanno fretta, quasi mi spingono verso l'alto dove la memoria si rarefà col futuro.
E quando arrivo alla sommità della scala, all'ultimo piolo mi rendo conto che la scala è cortissima, sporca e scivolosa. Allora cerco freneticamente altri piolo, ma niente. neanche un minimo appoggio. Non mi resta che precipitare nel vuoto.Spero solo in un angelo. Ogni brivido del corpo ha un tormento nella mente. Tutto ciò che non viene donato va perduto. Il tempo è un vecchio scultore che prima si limita a creare scolpendo volti e forme e poi, non soddisfatto dell'opera, li logora e li distrugge. Il tempo non fornisce proroghe né condoni, perciò quotidianamente saldo il mio debito soffrendo e ricucendo gli attimi perduti.
Non possiamo che condividere l'invito dell'autore "...ad essere liberi, a combattere la camorra e il malaffare per ridare lavoro e dignità alla povera gente e a riflettere.
Laonardina Cardellicchio per ilbenecomune