PETACCIATO. Incontestabilmente Gandhi è uno delle guide spirituali più importanti della storia dell'umanità e una delle sue frasi più significative che ricordo è che "La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali".
Probabilmente un po' tutti (o almeno si spera) ci stiamo indignando per le immagini e le notizie che ci arrivano da alcuni Paesi dell'Est Europa (parlo dell'Ucraina) dove in vista dei prossimi Europei di calcio si sta mettendo in atto una discutibilissima politica di vero e proprio sterminio dei randagi.
E questo cosa significa? Magari che uno dei parametri per misurare la civiltà e il grado di avanzamento di una Nazione è costituito dal numero di randagi che gironzolano per le vie della città? Una conclusione del genere è inaccettabile e stride non solo con un criterio di ragionevolezza, ma anche con le più comuni regole del buon senso.
Ma alla fine ognuno dovrebbe guardare anche un po' quello che succede "a casa nostra". E non occorre andare lontano considerato che pochi giorni fa, da come mi è stato riferito da alcuni cittadini, sono stati trovati i corpi di alcuni cani morti, proprio qui a Petacciato.
Sulle cause della morte di questi cani ovviamente non posso dire alcunché, dato che non li ho visti con i miei occhi e le persone che mi hanno riferito i fatti mi hanno solo detto che sono stati trovati con la bava che fuoriusciva dalla bocca.
Tuttavia non sono nata ieri, non credo più alle favole da molto tempo riconosco alcune "vecchi vizi".
Capisco che la questione potrebbe lasciare indifferente i più, ma non può lasciare indifferenti chi ha una particolare sensibilità nei confronti di questa tematica, tra cui la sottoscritta.
Dinanzi a notizie più o meno circostanti ho provato una grande rabbia e una grande pena nei confronti di qualcuno che evidentemente è così tanto povero da non poter avere sentimenti ne per gli animali, né tantomeno per gli esseri umani.
E pensare che solo alcuni giorni fa parlando con alcuni volontari di una famosa associazione animalista che opera sul territorio avevo esordito dicendo"Petacciato mi sembra abbastanza civile per quanto riguarda gli animale e in particolare i randagi". Ma adesso capisco l'espressione di sconcerto letta sui loro volti.
La questione dovrebbe coinvolgere un po' tutti noi perché la tutela giuridica degli animali, parallelamente al crescere della loro diversa percezione e della loro rilevanza nella società, è diventata talmente tanto pregnante che il nostro Legislatore con la Legge n. 189 del 20 luglio 2004 ha inserito nel nostro codice penale il Titolo IX bis intitolato " Dei delitti contro il sentimento per gli animali".
Si è apprestata dunque una tutela giuridica agli animali in quanto portatori di diritti e esseri viventi capace di provare dolore.
Ora assumiamo, per assurdo s'intende, che i cani in questione siano stati volontariamente uccisi da qualcuno. Ripeto è solo una lontanissima ipotesi!
Ebbene proprio a questo qualcuno, che purtroppo ancora una volta rimarrà impunito, vorrei ricordare che il bellissimo e civilissimo articolo 544-bis del codice penale statuisce che è punito con la reclusione da tre a otto mesi chiunque cagioni per crudeltà o senza necessità la morte di animali.
In effetti non credo che vi sia mai la necessità di uccidere dei cani, anche se si tratta di randagi e certamente ricorre il requisito della crudeltà.
Questo non è un articolo - denuncia, perché purtroppo non conosco i nomi e d'altro canto non ho degli elementi a mia disposizione che mi consentano di dire che i cani in questione siano stati uccisi volontariamente da qualcuno.
E' un articolo inteso a smuovere le coscienze civiche di ciascuno di noi, perché non è possibile continuare a rimanere indifferenti e omertosi di fronte a situazioni che costituiscono dei veri e propri fatti di reato, perché ce lo impone il nostro essere cittadino - consapevole e perché non denunciare questi reati è come non denunciare un furto, una truffa e chi più ne ha più ne metta.
Non ha senso fare i moralizzatori o portate a spasso il nostro bel cagnolino, se poi continuiamo a girare la testa quando pensiamo di doverci esporre per qualcosa per cui non ne vale la pena!
D'altro canto sarebbe anche un bel modo di ripagare degli esseri viventi che molto spesso, forse troppo, ci mostrano la loro superiorità amandoci incondizionatamente.
Federica Rogata