Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
PETACCIATO. Gabriele La Palombara sorride, stringe le mani ad amici e sostenitori e giura che «no, non ci ho fatto l'abitudine». E sì che avrebbe potuto: questa è la sesta volta che viene eletto sindaco di Petacciato, e ormai si avvia a chiudere un trentennio di amministrazione.
«E' sempre una grande emozione, non è una cosa alla quale si possa fare l'abitudine» commenta, a caldo, dopo aver trascorso un po' di tempo al bar in compagnia della moglie: «Siamo stati a prendere un the, lo spoglio l'ho seguito al telefono.».
Il nuovo sindaco, che è poi il vecchio sindaco, dedica la vittoria agli amici di sempre e annuncia una festa senza eccessi. «Abbiamo vinto perché la nostra proposta è equilibrata» dichiara.[via primonumero]
RISULTATI UFFICIALI
COMUNE DI PETACCIATO
Elezioni comunali del 6 e 7 maggio 2012

LA PALOMBARA GABRIELE DOMENICO (eletto sindaco)
LISTA CIVICA - PETACCIATESE
Voti: 1.441 (60,44%)

CARUSO LUISA
LISTA CIVICA - LUISA CARUSO SINDACO
Voti: 943 (39,55%)
Altri dati dello scrutinio (fonte: Ministero dell'Interno)
- Elettori 3.457
- Votanti 2.446 (70,75%) -5,23% rispetto al 2007
- Totale voti candidati sindaco: 2.384
- Schede bianche: 10 (0,40%)
- Schede nulle: 52 (2,12%)
- Schede contestate e non assegnate
- Totale seggi liste: 7
- Seggi spettanti consiglio: 7
La Palombara, vittoria da record "Non mi abituerò mai". Caruso: "Io, bocciata perché donna". Ecco il nuovo consiglio comunale di Petacciato
Il 61enne professore di Diritto ed Economia si appresta a vivere il suo sesto mandato da primo cittadino, festeggiando così 30 anni da fascia tricolore. «E' sempre una grande emozione, abbiamo vinto grazie a una proposta equilibrata». Molto delusa la sfidante Luisa Caruso, battuta per quasi 500 voti. «Petacciato non è pronto per un sindaco al femminile». Alberto Di Vito con 391 preferenze è il candidato più votato, seguito da Angelo Di Pardo. Nella minoranza, eletto Roberto Di Pardo.
Finisce secondo pronostico: con la canzone "Andiamo a mietere il grano", sempre quella, che fa da colonna sonora al carosello di auto strombazzanti in stile calcistico che la lista del sempre più sindaco La Palombara mette in scena poco prima dell'ora di cena lungo le strade cittadine. Dall'altra parte, al quartier generale di Luisa Caruso e i suoi, in un capannone della zona Pip di Petacciato, qualcuno versa lacrime amare. E anche lei, grande sconfitta delle comunali 2012 nel centro adriatico, si lascia scappare un eloquente: «mi viene da piangere». Raggiante invece il vincitore, eletto per la sesta volta alla guida del paese: «E' sempre una grande emozione, ringrazio gli amici di sempre».

Da sinistra Alberto Di Vito, Gabriele La Palombara, il vice presidente della Provincia di Campobasso Fabio Talucci e Arnaldo Franceschini
Come detto, la vittoria del 61enne professore di Diritto Economia, insegnante e da oltre 30 anni in politica, era nell'aria. Ma pochi si sarebbero aspettati un tale distacco. Alla fine il pallottoliere registra 1441 croci sulla lista "Civica petacciatese" e 943 su quella intitolata "Amo Petacciato". Un divario netto, inequivocabile, severissimo per gli sconfitti e già chiaro da subito. Dopo nemmeno mezz'ora di spoglio, si capisce che non c'é partita. Eppure La Palombara attende diverso tempo prima di presentarsi al seggio della scuola "Guglielmo Marconi" di viale Pietravalle. «E' ancora presto, aspettiamo» dice sorridendo ancora alle 17,30. Dopo mezz'ora, mentre i fedelissimi cominciano ad abbracciarlo e inizia la lunga processione di strette di mani, si scioglie un po'. «E' la sesta volta, ma non si fa mai l'abitudine a emozioni così grandi. Ero teso, è chiaro, ma meno di altre volte. Ho seguito lo spoglio per telefono, bevendo un thè al bar assieme a mia moglie».
Lei sorride, è radiosa e al momento dei festeggiamenti tira fuori una spiga, il simbolo elettorale che accompagna La Palombara dagli esordi. Sembra passata una vita e poco ci manca, visto che il 61enne si appresta a compiere 30 anni con la fascia tricolore addosso, dato che questo sarà il suo sesto mandato. Un animale elettorale, in senso buono, paragonabile a Remo Di Giandomenico, un altro che ha dominato la scena politica, in quel caso termolese, per decenni. «La nostra proposta - spiega il sindaco - è stata equilibrata sia nei programmi che nei candidati».
Loro, i componenti della lista, trascorrono il pomeriggio facendo la spola tra le tre sezioni, carta e penna alla mano per appuntare il proprio e l'altrui risultato. Alberto Di Vito, vice sindaco uscente, col viso stanco per una campagna elettorale appena conclusa, sbaraglia tutti con 391 preferenze. Alle sue spalle Angelo Di Pardo a quota 330, mentre sul podio c'è Arnaldo Franceschini con 139. Ma in consiglio siederanno anche Gabriella De Cristofaro (125) e Antonio Staniscia (118). Fuori per un soffio Angelo Berchicci, primo dei non eletti con 106. Per l'uomo che il Partito Democratico locale voleva in maggioranza per dare un contributo decisivo alla nuova legislatura La Palombara, una vera beffa. Pochi rimpianti per il più giovane della contesa, il 23enne Antonello Pantalone con 91 voti.
La minoranza invece sarà composta dalla sola Luisa Caruso, candidato sindaco perdente e da Roberto Di Pardo, anch'egli protagonista di un exploit da sottolineare, con ben 273 preferenze riportate.
Fuori dal consiglio Gabriele Massimi (138), Gabriele Iurescia (98), Gianni D'Amario (71), Nicola Felice (70), Pietro Inzerillo (63) e Carla Bozzelli (59). La delusione sui loro volti è tanta fin dalle prime battute. «E' proprio nera» dicono quasi tutti, sorpresi dalle proporzione della batosta. Luisa Caruso preferisce restare a casa e raggiunge i suoi solo quando la scuola "Marconi" è già deserta. «E' stata una disfatta. Prendo atto della volontà dei petacciatesi - dichiara tristemente - Non ha senso recriminare, ora mi auguro che i cittadini avranno quello che hanno voluto. Cosa ci aspetta da domani? Sarà un risveglio duro per chi, come me, aveva sperato nel cambiamento. Avremo un Prg che non è quello di cui abbiamo bisogno, l'eolico a terra e l'inerzia nella promozione del turismo che ha caratterizzato gli ultimi cinque anni».
La 48enne impiegata e laureata in Economia e Commercio riconosce le capacità elettorali dell'avversario. «Evidentemente chi è in politica da 37 anni sa quali corde toccare per ottenere il consenso. Io avevo da proporre i miei sogni e i miei progetti». L'ultima considerazione è sicuramente la più amara. «Credo che il paese non sia ancora pronto per un sindaco donna. Visto lo scarto così ampio, penso che se al posto mio ci fosse stato un uomo sarebbe stato diverso. Nella mia vita non mi sono mai scontrata con casi di discriminazione sessista, questa è la prima volta».
Stefano Di Leonardo per primonumero
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