In tanti hanno risposto all'appello di Salvatore Minelli, al quale il cancro ha portato via la moglie, pronti a sensibilizzare il Basso Molise sui problemi oncologici, e a costituirsi parte civile nel caso in cui saranno accertate le responsabilità degli indagati di "Open Gates", l'inchiesta sui reati ambientali.
«Chiederemo che tutto quello che è stato frutto delle attività illecite, confermate dalla Magistratura, venga confiscato, e utilizzato per la bonifica dei terreni e per aiutare la ricerca».
Dopo le inquietanti vicende dell'inchiesta "Open Gates": «A tutti i familiari delle vittime di tumore, uniamoci, fondiamo un'associazione, e se saranno accertate le responsabilità da parte degli indagati, ci costituiremo parte civile».
Quell'accorato invito a prendere coscienza, a reagire, seguito ai fatti di cronaca che ancora una volta parlano di un ambiente maltrattato, di sversamenti di rifiuti nocivi nei campi agricoli, ai danni della salute pubblica, è stato recepito, tanto che sono state raccolte molte adesioni. Diverse persone si sono aggregate, residenti a Termoli, nei centri limitrofi e anche fuori regione, che come Minelli, al quale il cancro ha portato via la moglie, sanno bene cosa vuol dire vedere i propri cari soffrire, dilaniati dalla terribile malattia, e si pongono inevitabilmente degli interrogativi, domande sulla possibile correlazione tra l'impennata di tumori e lo sfruttamento del territorio, alle quali fino a oggi non ci sono risposte. Ma c'è anche chi sente, avverte il problema, anche se non lo ha toccato con mano, nella propria famiglia, e si è fatto avanti, convinto dell'importanza dell'iniziativa, e scosso dalla sconvolgente escalation di lutti che si sono verificati negli ultimi anni in Basso Molise.
L'associazione dei Familiari delle Vittime dei tumori si è così costituita, e sta muovendo i primi passi. E' stato attivato un indirizzo mail, e i promotori stanno preparando lo statuto. «Abbiamo avuto numerosi riscontri, e per questo ringraziamo prima di tutto Primonumero.it che ci ha tenuti a battesimo - affermano i rappresentanti dell'associazione - abbiamo ricevuto anche delle offerte di contributi economici, ma ovviamente l'iniziativa che abbiamo avviato è senza scopi di lucro, siamo comunque riconoscenti per la disponibilità dimostrata. Vogliamo sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi oncologici del Basso Molise. Ci auguriamo che gli indagati dell'inchiesta "Open Gates" non siano responsabili, ma nel caso contrariochiederemo che tutto quello che è stato frutto delle attività illecite, accertate dalla giustizia, venga confiscato, utilizzato per la bonifica dei territori e per la ricerca finalizzata a sconfiggere le neoplasie».
L'ultima inchiesta sui reati ambientali rappresenta l'evento scatenante, che ha segnato l'avvio dell'iniziativa, maturata nel corso del tempo: «Non vogliamo che in futuro tutto finisca nel dimenticatoio, che l'acqua sia considerata all'improvviso superiore di qualità a quella venduta nei supermercati, e i fanghi migliori di quelli di Salsomaggiore. Anche i sindaci non devono amministrare solo i vivi, ma prendere coscienza del grave problema che affligge il territorio. Non sappiamo oggi chi sarà in lista d'attesa in avvenire. Ci rivolgiamo anche alle tante persone colpite da lutti che soffrono più di noi, perché non possono strillare».
Per nuove adesioni all'associazione è possibile inviare una mail all'indirizzovittime.tumori@virgilio.it. [via primonumero]