Di maurizio (del 28/02/2007 @ 19:00:00, in The Brick, linkato 2434 volte)
1930: Henry Ford fa costruire un'automobile costituita in gran parte di canapa, vernice e propellente inclusi
1937: Il Marijuana Tax Act proibisce la coltivazione della canapa negli Stati Uniti. DuPont brevetta il nylon ed altre plastiche e un nuovo processo di imbianchimento della carta. Negli USA, Anslinger, direttore del Federal Bureau of Narcotics, afferma davanti al Congresso che la marijuana istiga alla violenza più di qualsiasi altra droga mai conosciuta dall'uomo, malgrado le obiezioni dell'American Medical Association. Inizia l'applicazione del Marijuana Transfer Tax Bill, il quale proibisce l'uso industriale e medico della canapa. I semi per gli uccelli, le funi e il sartiame sono esclusi dalla tassa.
1941: La Cannabis viene soppressa dalla Farmacopea statunitense.
1943: Il filmato propagandistico Hemp for Victory esorta gli agricoltori a coltivare la canapa per sostenere le spese della guerra..
1961: Attraverso il "Single Convention Drug Act", l'ONU tenta di proibire l'uso e la coltivazione della cannabis in tutto il mondo e di debellare il fumo della stessa nel giro di 30 anni. Il rappresentante degli Stati Uniti è Anslinger.
1964: Per la prima volta viene isolato il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo), cioè la sostanza che causa gli effetti psicotropi nella canapa, dal chimico israeliano R,Mechoulam.
1968: Il Rapporto Wootton del Governo britannico, in accordo con la Indian Hemp Drugs Commission, dichiara che il consumo di canapa, anche per lungo tempo, non ha effetti dannosi, per cui il suo possesso non deve essere proibito.
1970: R.K.Stroup fonda il NORML (National Organization for the Reform of Marihuana Laws), negli Stati Uniti.
1970 La comunita europea inserisce la canapa tra le piante da fibra da aiutare tramite contributi ai coltivatori.
1972: Un Rapporto della Commissione del Governo Canadese riguardante l'uso non medico delle droghe, la Commissione LeDain, afferma che l'uso della cannabis favorisce l'auto-stima, la creatività, la percezione sensoria, l'auto-approvazione, riduce la tensione, l'ostilità e l'aggressività; puntualizza che può indurre a dipendenza psicologica, ma non fisica; incita alla depenalizzazione del possesso della cannabis.
1976: L'Olanda adotta un atteggiamento tollerante nei confronti della cannabis così che in molti coffee shop e centri per i giovani ne è permessa la vendita. Ecco il filmato della ford Hemp, la macchina, costruita negli anni '30, completamente di canapa :
Dal 1981, anno in cui Reagan ha proclamato guerra alle droghe e tolleranza zero nei confronti della canapa, la produzione americana di marijuana e' decuplicata. Secondo un articolo riportato su Internazionale di questa settimana, gli USA sono il 5% della popolazione mondiale, e consumano circa il 50% delle droghe illegali. Secondo i dati sulle carceri, resi noti dal Dipartimento della Giustizia, gli Stati Uniti hanno il tasso di reclusione piu' alto del mondo, circa sette volte quello dell'Europa occidentale. Un terzo dei detenuti e' in prigione per droga e la maggior parte di questi per possesso di cannabis. Nonostante il proibizionismo, la canapa, secondo un'inchiesta della BBC, e' stata il prodotto agricolo piu' importante del 2006, con un giro di affari che supererebbe i 35 miliardi di dollari. Per fare un confronto, il raccolto annuale americano di mais ha un valore di 23,3 miliardi di dollari. Le cifre dimostrano chiaramente che la "tolleranza zero" non paga. Purtroppo, invece, negli Usa continua a essere un'impresa redditizia: le carceri private sfruttano il lavoro forzato di chi si fa le canne (e quindi preferirebbe starsene tranquillo) per fare affari (molte ore di lavoro e salari bassissimi).
Ecco un filmato di beppe, ci spiega come sono andate le cose.
Allora, perché è stata proibita la canapa?
Il problema che finora ha impedito il rilancio della canapa ha un nome: "marijuana".
Esistono diverse varietà di canapa. Ci sono quelle coltivate tradizionalmente in Europa per produrre tessuti (cannabis sativa) a basso contenuto di resina, e quelle originarie dell’Oriente ricche invece della resina contenente i cannabinoidi responsabili dell’effetto psicoattivo (cannabis indica).
I cannabinoidi si trovano nella resina che impregna le infiorescenze delle piante. Il THC (tetraidrocannabinolo) è il cannabinoide più importante. Le infiorescenze ricche di THC servono per fare le sigarette di marijuana, che la legge considera una droga.
Si erano allora già costituiti dei grossi interessi che si contrapponevano alla canapa. Con il petrolio si incominciavano a produrre materiali plastici e vernici, e la carta di giornale della catena Hearst era fabbricata a partire dal legno degli alberi con un processo che richiedeva grandi quantità di solventi chimici, forniti dalla industria chimica Du Pont. La Du Pont e la catena di giornali Hearst quindi si coalizzarono. Con una martellante campagna di stampa durata anni la cannabis, chiamata da allora con il nome di "marijuana", venne accusata di essere responsabile di tutti i delitti più efferati riportati dalla cronaca del tempo. Il nome messicano "marijuana" era stato scelto con cura al fine di mettere la canapa in cattiva luce, dato che il Messico era allora un paese "nemico" contro il quale gli Stati Uniti avevano appena combattuto una guerra di confine. Inoltre era un termine sconosciuto in America, per cui l’opinione pubblica, sentendo parlare di una droga tanto pericolosa, non poteva certo immaginare che fosse l’innocuo e gentile farmaco chiamato cannabis dalle proprietà rilassanti, che come blando effetto collaterale poteva provocare solo una moderata allegria. Approfittando anche del fatto che l’America degli anni Trenta attraversava una profonda crisi economica, con milioni di disoccupati e un’opinione pubblica esasperata alla ricerca di qualcuno con cui prendersela, nel 1937 venne approvata una legge che proibiva la coltivazione di qualsiasi tipo di canapa. Da notare che non venne proibita solo la canapa ricca di resina, ma anche la normale canapa coltivata. Da notare inoltre che non di semplice proibizionismo si tratta, ma di iperproibizionismo, tanto più iper quanto più ingiustificato. In America ancora oggi vanno in galera ogni anno alcune centinaia di migliaia di persone solo perché trovati a fumare qualche sigaretta. Da notare che il proibizionismo è stato determinante nel diffondere l’uso consumistico della canapa, mentre prima esisteva solo quello medico. Da notare infine che, a conti fatti, l’unico proibizionismo che ha veramente funzionato, è stato quello nei confronti della canapa per uso industriale, il vero obiettivo della proibizione, oltre che della canapa medica.
Dagli anni Trenta in poi l’industria chimica del petrolio e quella della carta fabbricata col legno degli alberi hanno provocato infinite distruzioni negli ecosistemi mondiali. Se oggi si vuole costruire una società dei consumi molto più sostenibile per l’ambiente è quindi necessario rovesciare quella decisione che nel 1937 ha trasformato uno dei più importanti e innocui farmaci in una pericolosa droga.
Come già detto la cannabis può anche essere una vera droga, se non per i danni, almeno per gli effetti che può provocare. La resina allo stato puro (conosciuta come hashish) assunta a forti dosi provoca effetti allucinogeni, tanto più intensi quanto maggiore è la dose. Non è stata però questa la ragione della proibizione della canapa del 1937, perché allora l’uso allucinogeno era di fatto sconosciuto in America, non corrispondeva al nome messicano di marijuana, e in ogni caso non avrebbe potuto provocare i fatti di cronaca violenti che le venivano attribuiti.
Ad ogni modo questo problema esiste. Un uso consumistico della cannabis a scopo allucinogeno è da sconsigliare: l’hashish non è una sostanza anodina; può provocare forti sensazioni sia piacevoli che spiacevoli, e quindi bisognerebbe almeno usarla con cautela.
[fonti: ovunque su internet]
P.S. I video sono della massima scadenza, questo per permettere a chi ha una connessione non veloce di riuscire a vedere il loro contenuto.
Non capisco che tipo di interesse possa trovare un visitatore del sito nel leggere questi articoli Copia-Incolla riportati!!! Baaaah...
Di
Cercasi farina del proprio sacco
(inviato il 01/03/2007 @ 11:27:40)
# 2
Io posso offrire questo. Scusami tanto se non è di tuo interesse o ti dò fastidio, me ne darò una ragione.
Di
maurizio
(inviato il 01/03/2007 @ 11:36:33)
# 3
Tieni duro Maurizio! E grazie per condividere con noi le tue interessanti scoperte (occhio, però ai copyright ).
Di
Dario
(inviato il 01/03/2007 @ 11:54:27)
# 4
Io trovo molto interessanti, al contrario di "cercasi farina del proprio sacco", gli articoli riportati da maurizio, che altrimenti non avrei mai letto da nessun altra parte, causa mio disinteresse. Devo ringraziarlo infatti per avermi fatto fare bella figura in una occasione recente parlando di Morricone.
Di
K.
(inviato il 01/03/2007 @ 16:22:12)
# 5
Comunque, io riporto su questo blog alcuni articoli letti qua e là che mi suscitano interesse, non sono un giornalista e nè tanto meno ho le capacità tecniche per scrivere articoli. Il mio intento è quello di condividere opinioni e pensieri sull'articolo. Insomma, quello che viene fatto di norma in un qualsiasi blog. Invece qui, niente, calma piatta. E pensare che ci sono circa 400 visitatori con più di 1000 pagine viste al giorno!! Si interviene solo sui pettegolezzi, sul gossip e quando c'è da parlare male a riguardo di quella persona o di quella cosa (vedi il Wi-Max). Mi dispiace dirlo ma è indice di poca cultura , no che io sia meglio di voi sia ben chiaro. Come disse "alias", molto tempo fà su questo blog, PETACCIATO NON E' PRONTO. Ma io a diffenza sua non mi ritiro.
Di
maurizio
(inviato il 01/03/2007 @ 18:45:51)
# 6
Bravo Maurì, il parlar male nei commenti (sopratutto anonimi) è una piaga del nostro paesello, ma comunque sono contento che vai avanti a dare vita al BLOG!!!
Di
[antong]
(inviato il 01/03/2007 @ 19:49:42)
# 7
Trovo interessanti i tuoi interventi Maurizio , per non parlare di quando ne segnali uno del grande Beppe Grillo . Grazie
Di
vania
(inviato il 02/03/2007 @ 09:43:27)
# 8
Intervengo un'altra volta in appoggio di Maurizio. Credo che il tuo lavoro di segnalazione delle notizie migliori sia utilissimo e permette a tutti (e non solo ai più distratti) di arricchirsi di nuove conoscenze. Del resto in questo blog non si può parlare solo di ciò che accade a Pet... ci sarebbe un post interessante ogni 2 mesi! È fondamentale che questa sia la piazza virtuale di Petacciato dove si possa parlare di tutto. Per questo spesso mi sono scagliato contro i commenti anonimi, perché se vai in piazza e parli con la gente vedi la loro faccia e sai con chi hai a che fare! Per finire Maurizio, è molto saggio da parte tua dire "non ho le capacità tecniche" di scrivere... l'umiltà è una dote dei saggi... ma non esagerare! Nessuno di noi ha una laurea in letteratura (tranne Mariangela che è giornalista professionista) e sono sicuro che i tuoi scritti sono sicuramente di buon livello... Speriamo solo che Petacciato sia pronta !
Di
Dario
(inviato il 02/03/2007 @ 11:22:43)
# 9
Dariaccio ha sempre ragione, non vorrei che con tutti questi appoggi e appoggini....
Di
Manuel
(inviato il 02/03/2007 @ 15:22:53)
# 10
Io chiedo agli ingegneri (e non) qui presenti: in un futuro non molto lontano, sarà possibile riutilizzare materie vegetali per la costruzione, e non solo, delle nostre macchine? L'olio di colza(utilizzata come carburante) è una s*****ata o c'è qualcosa di vero?
Di
maurizio
(inviato il 02/03/2007 @ 15:46:40)
# 11
I materiali "vegetali" si usano già da tempo nel mondo delle costruzioni anche se non seguono una standardizzazione, e da pochissimo tempo la bioedilizia sta entrando nelle normative comunitarie come strumento di sviluppo e di migliore comfort abitativo. Per l'olio di colza non sono informato :)
Per quanto riguarda l'olio di colza io credo che alcune verità ci sono, ma bisogna stare molto attenti, infatti è vero che questa sostanza brucia nei motori diesel ma presenta diverse caratteristiche che richiedono interventi a livello meccanico, invece se lo si diluisce va discretamente, c'è da precisare però che gran parte delle case automobilistiche non riconoscono la garanzia a chi ha usato questi combustibili, per l'utilizzo di massa dei combustibili a base vegetale bisognerebbe rivoluzionare l'agricoltura!Io credo che sia meglio concentrare le nostre risorse non su queste alternative casalinghe, ma sui veri biodiesel, ma anche sui combustibili come il metano e i GPL che anch'essi costano poco e inquinano meno.
Di
[antong]
(inviato il 03/03/2007 @ 01:10:56)
# 14
Una curiosità: qui in Spagna alcuni distribuitori hanno l'eco-diesel, ovvero un carburante 80% diesel e 20% olio vegetale di colza. Per usarlo non è necessaria nessuna modifica al motore. Mi direte ma è solo il 20% bio, però è un inizio e soprattutto è distribuito a livello commerciale (ce l'ha il distributore dell'Auchan per esempio).
Di
Dario
(inviato il 05/03/2007 @ 08:27:23)
# 15
Anche beppe grillo ha parlato di olio di colza: www.beppegrillo.it/2005/05/olio_di_colza_q.html
Di
[antong]
(inviato il 05/03/2007 @ 08:58:52)
# 16
Solo il 20%, ma è tantissimo! Se torna lo psiconano me ne vò in Spagna!! Viva Zapatero!!
Di
maurizio
(inviato il 05/03/2007 @ 13:18:59)
# 17
ho letto tutto il blog e mi ha interessato tantissimo e secondo me è veramente scandaloso come la stampa o la tv possano influenzare in tal modo sul modo di pensare della gente e servirebbero molte piu persone come te che facciano sapere la realtà , anche mettendo le stesse cose su 1000000 siti, ma almeno la gente ha più possibilità di conoscere la veritÃ
Di
kikko
(inviato il 27/04/2008 @ 22:05:21)
# 18
Il copia-incolla può essere interessante per divulgare un'informazione, però per correttezza dovresti mettere le fonti. Non è etico usare il lavoro degli altri facendolo passare per proprio.
Di
Anonimo
(inviato il 31/08/2008 @ 02:43:19)
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